Operiamo in un momento storico economico dove comunicare “ bene” cosa fa l’impresa e come lo fa, contribuisce a migliorare l’immagine (branding) della stessa.
Un’azienda deve sempre più dimostrare coi numeri (= UTILE, EBITDA, PFN etc etc) di meritare l’ attenzione dei consumatori o clienti ma è sempre più importante comunicare “come” o se volete “grazie a cosa” si riesce ad ottenere quei numeri.
Della responsabilità sociale di un’impresa, ossia come questa interagisce con tutti i portatori d’interesse (i famosi stakeholders), se ne parla dal 1953, da quando un sociologo economista americano ( Howard Bowen) scrisse La responsabilità sociale del business man.
Che rapporto ho con l’ambiente? Che fonti energetiche uso? Di cosa sono fatti gli imballi? Che politiche adotto con le risorse umane? Come mi procuro e da chi la finanza necessaria allo sviluppo della mia impresa?
Nel momento in cui lo sfruttamento delle risorse (terra, capitale e lavoro) a seguito della globalizzazione dell’ economia ha palesato in questi anni cosa potrebbe succedere superando certi limiti? Da discorsi prettamente accademici si è passati a livello sociopolitico, dove istituzioni internazionali come ONU, OMS, UE, WTO hanno iniziato a suonare l’allarme e conseguentemente i vari Governi ad emanare leggi per cercare di controllare i fenomeni sottostanti.
Per quanto riguarda l’Italia, con il decreto legislativo 254/2016 che dava attuazione alla DIRETTIVA UE 2014/95 cosiddetta NFRD (Not Financial Reporting Directive) le imprese di interesse Nazionale (quotate o con più di 500 dipendenti) fra i documenti che si devono depositare nel fascicolo di bilancio dal 2016 c’è anche la dichiarazione non finanziaria che integra la Nota integrativa e la Relazione sulla gestione.
Rispetto a E (ENVIRONMENT) S (SOCIAL) e G (GOVERNANCE) ed ecco perche l’acronimo ESG: le aziende devono ora dire cosa stanno facendo, che obiettivi si danno e come/quando raggiungerli.
E poiché era abbastanza difficile uniformare l’approccio delle aziende a queste problematiche, col 31.7.2023, la UE ha deliberato gli ESRS (EUROPEAN SUSTAINABILITY REPORTING STANDARDS) in accordo con EFRAG e ISSB (enti di reportistica internazionale) che a mo’ di principi contabili indicano alle aziende come trattare gli argomenti.
Perché parlarne?
1) Perché a livello pratico soprattutto in termini di adeguamento energetico, avere delle procedure da seguire valide per tutti, ha evidenziato “importanti” risparmi e quindi riduzioni di costo che soprattutto nel post guerra Ucraina tutti abbiamo visto che sconquassi possono comportare
2) perché leggendo tra le righe e non è nemmeno tanto nascosto, è solo questione di tempo che anche le aziende più piccole si dovranno adeguare ( se non per normativa per business)
Piero Paganini
CFO | Menestrina srl

