Benvenuto nell'archivio delle riflessioni
“Nell’ascolto troviamo tre meccanismi fondamentali: il rispetto delle parole degli altri, la capacità di mollare la presa e quella di lasciarsi coinvolgere”.
Lunedì 30 gennaio 2023
— Christophe André, Alexandre Jollien, Matthieu Ricard
“Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa”.
Lunedì 6 febbraio 2023
— Peter Ferdinand Drucker
La rincorsa all'apparenza
Quanta frenesia, quanta apparenza, quanta iper connettività!
Secondo te cosa rappresenta tutto questo? Esattamente, è proprio il nostro ecosistema di oggi. Un ecosistema in cui non riusciamo più a goderci l’istante, il famoso hic et nunc, perché siamo troppo occupati a rincorrere, a cercare di mantenere il passo con tutto quello che sta accadendo intorno a noi. E quindi che importa alla fine se a rimetterci sono i nostri sogni, la nostra salute fisica o mentale oppure i rapporti con familiari e amici. Oggi questo sembra così facilmente sacrificabile pur di rimanere in linea con i canoni e le aspettative a cui ci sottopongono la pubblicità, i media, le pressioni sociali. Siamo costantemente bombardati da immagini di successo, bellezza, felicità e crediamo che coloro che si fanno portatori di queste immagini siano le persone più felici del mondo. Ma è veramente così? Quelle persone, che sui social media e in tv sono sempre intente ad ostentare i loro sorrisi e il loro benessere, sono davvero felici?
Qualunque sia la risposta, sarà sempre la domanda il nostro chiodo fisso. Domande sulle vite altrui che prima che questo mondo frenetico sopraggiungesse, probabilmente non ci ponevamo nemmeno così tanto.
E allora, alla fine, è più felice chi è costantemente preso dalla frenesia per soddisfare le aspettative degli altri e si dimentica di guardare in sé stesso, oppure chi si accontenta delle piccole cose e riesce a fermarsi per guardarsi intorno?
Ti lasciamo con tanti interrogativi perché per noi è importante il tuo parere. Cosa ne pensi?
Un abbraccio
Il Team di Formazione
Siamo davvero capaci di ascoltare?
“Quello che la piccola Momo sapeva fare come nessun altro era: ascoltare.
Non è niente di straordinario, dirà più di un lettore, chiunque sa ascoltare. Ebbene, è un errore. Ben poche persone sanno veramente ascoltare.
E come sapeva ascoltare Momo era una maniera assolutamente unica.
Momo sapeva ascoltare in tal modo che ai tonti, di botto, si affacciavano alla mente idee molto intelligenti. Non perché dicesse o domandasse qualche cosa atta a portare gli altri verso quelle idee, no; lei stava soltanto lì e ascoltava con grande attenzione e vivo interesse. Mentre teneva i suoi vividi grandi occhi scuri sull’altro, l’altro sentiva con sorpresa emergere pensieri riposti dove e quando? che mai aveva sospettato di possedere. Lei sapeva ascoltare così bene che i disorientati o gli indecisi capivano all’improvviso quello che volevano. Oppure i pavidi si sentivano, ad un tratto, liberi e pieni di coraggio. Gli infelici e i depressi diventavano fiduciosi e allegri.
E se qualcuno credeva che la sua vita fosse sbagliata e insignificante e di essere soltanto una nullità fra milioni di persone, uno che non conta e che può essere sostituito – come una brocca rotta e andava lì e raccontava le proprie angustie alla piccola Momo, ecco che, in modo inspiegabile, mentre parlava, gli si chiariva l’errore; perché lui, proprio lui così com’era, era unico al mondo, quindi, per la sua peculiare maniera di essere, individuo importantissimo per il mondo.
Così sapeva ascoltare Momo.”
— Momo di Michael Ende – 1973
